martedì, marzo 13, 2012

Pensieri avvolti da un filo rosso



“A volte si arriva a credere che il mondo tutto sia un’aggregazione di gente banale, noisa, superficiale, poco interessante… e ci si chiede “io che c’entro in tutto questo? Perchè il dolore del mondo me lo sento scorrere nelle vene mentre alla stragrande maggioranza delle persone scivola addosso come fosse invisibile?”, poi succede: s’incontrano le eccezioni, ci s’incrocia con qualcuno che la pensa come noi, e si apre davanti ai nostri occhi un’orizzonte nuovo, ci si sente meno aleni, e meno soli… ci si rimbocca allora le maniche e si prova, per quanto piccola possa essere l’opera di un solo uomo, a cambiare il mondo. ….”

- AntonVanligt, Pensieri avvolti da un filo rosso

venerdì, marzo 09, 2012

Senza Crisi non c'è merito



"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. É nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere 'superato'

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. L'inconvente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.

É nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perchè senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla".

Albert Einstein

giovedì, marzo 08, 2012

Marsden Bay


I miei passi sulla spiaggia in un giorno straordinario, dove poche anime sparute condividono il mio viaggio.

Chi lavora solerte segue i dettami e si trova a far carte o davanti a un computer;

chi un lavoro non ce l'ha è martoriato dalla sofferenza inflittagli dalla libertà di cui non sa che farsene;

chi è in pensione resta a casa a guardare la televisione, o a farsi guardare, attendendo la morte;

i bambini sono a scuola ad imparare che il mondo che abbiamo è il migliore possibile.

Rimango io e qualche cane, sotto il sole che rinasce.

lunedì, marzo 05, 2012

Fiscal Compact: ovvero come strangolare finanziariamente centinaia di milioni di persone senza nessuna reale necessità


Quello che risulta sulle carte non è quello che accade nelle strade...
Il Fiscal Compact prevede che i paesi UE s’impegnino ad avere il deficit sostanzialmente in equilibrio, con un valore massimo dello 0,5% rispetto al pil. Con Maastricht era il 3%, ora in un periodo recessivo si  impongono vincoli ancora piu' stringenti. Il principio del pareggio di bilancio e la riduzione del debito pubblico imposti da Bruxelles rappresentano, per i paesi in difficoltà finanziaria, l’impossibilità di uscire dalla spirale recessiva imposta da dogmi economici molto in voga ma certamente non favorevoli al cittadino medio. Se lo stato fosse padrone della moneta potrebbe spendere tranquillamente a deficit per rilanciare l’economia (e sarebbe bene lo facesse). Sfortunatamente così non è. Infatti, affinché tutto questo  fosse possibile, si sono dovuti preventivamente ingabbiare i paesi nella trappola dell’Euro, costringendoli a procurarsi “sul mercato” quello che potrebbero fare direttamente da sé, ovvero “la moneta”. L’esplosione del debito pubblico ne è una ovvia conseguenza. Guardando ai numeri, basti osservare come il debito pubblico italiano inizia ad esplodere dal 1981, ovvero da quando il Tesoro si separa dalla Banca d'Italia. Lo stesso accade, ad esempio, a partire dal 1973 in Francia quando Pompidou  operò  nella medesima maniera. Dal 1992/93, con Maastricht, il modello FED USA (il Federal Reserve Act è del 1913) viene poi esportato a tutta l'Europa con la nascita della BCE.

Date queste premesse non c'è nessun margine di possibilità che l'economia italiana possa riprendersi. Voglio dire, è come fare il salasso ad uno che ha una emorragia; qual'è la persona saggia che si può aspettare un recupero del paziente? A seguito di queste politiche, il sud dell'Europa è inevitabilmente destinato a diventare, entro un quarto di secolo, il sudamerica degli anni settanta. Purtroppo diventeremo come il sudamerica solo da un punto di vista economico. Infatti possiamo scordarci la libertà dei costumi e le varie saunas brasiliane, visto che la EU procede pure con il proibizionismo (ad Amsterdam stanno riducendo drasticamente il numero delle "vetrine" e ai coffe shop possono accedere solo gli olandesi). A coloro a cui non interessano i piaceri della carne, ricordo che la EU ha anche bannato numerosissimi principi attivi fitoterapici con tradizione secolare (e molto economici) impendendo di fatto alle persone di decidere come curarsi. Insomma, lo scenario da punto di vista delle libertà non e' promettente.

Ora, senz'altro i potentati economico/finanziari dietro EU, Monti, Trilaterale e Bilderberg hanno il controllo diretto od indiretto (tramite press agency come Reuters, ANSA ecc...) di una grossa fetta dell'informazione (altro che conflitto di interessi di Berlusconi!), quindi non è difficile manipolare le opinioni e far passare il boia per il salvatore. Rimane  però  un problema di fondo (direi epistemologico) : quanto abbiamo perso contatto con la realtà se, quando essa diverge totalmente dalla finzione mediatica, crediamo alla finzione invece che all'evidenza? A questo proposito mi piace citare Dostoyevsky quando affermava: "“Man has such a predilection for systems and abstract deductions that he is ready to distort the truth intentionally, he is ready to deny the evidence of his senses only to justify his logic”.

Dobbiamo comunque ricordare che la situazione a livello di scolarita' in Italia e' la seguente: "Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.

Per finire, vorrei collegare questa mia nota con quanto scritto in precedenza in questo blog. Rileggendo i miei vecchi scritti, siano essi lirica, prosa, politica, economia, informatica, ecc...mi sembra sempre di leggere cose altrui, a volte pessime, a volte discrete. Quello che mi sorprende questa volta e' come avevo messo in fila, uno dietro all'altro, tutti i punti che hanno portato alla situazione attuale (erano i giorni della crisi Northern Rock, forse il primissimo tiepido sentore che qualcosa stava crollando). Se leggete i commenti di critiche me ne sono prese parecchie (as usual, luckily) ma non ero andato molto lontano nella previsione degli eventi (e delle loro cause):
http://dovesonoleragazze.blogspot.com/2007/09/no-euro.html

http://dovesonoleragazze.blogspot.com/2009/10/trattato-di-lisbona-domani-il-verdetto.html

giovedì, febbraio 02, 2012

Pomeriggio inglese



Le speranze dietro le nuvole grigie

I fiori appassiti
di un cimitero di periferia

E il presente sfugge,
aria fresca
nelle narici assetate.

Giuseppe Cappa

martedì, dicembre 20, 2011

Autostima


Ci sono dei momenti in cui non fa bene pensare.

Più ci rifletti e più ti sembra Folle.

Più cerchi di trovare la via, e più ti appare come labirinto.

Più tenti di arrivare al nodo problematico, più i fili della ragione si aggrovigliano,
ti si attorcigliano intorno.

Sono quei momenti in cui devi fare una sola cosa: agire d’istinto.

Non pensarci più. Decidi, Agisci, Corri, Dillo, Fallo!

ANTON VANLIGT, MAI TROPPO FOLLE.

domenica, dicembre 18, 2011

Nessuno è mai pronto prima


Non è stato facile arrivare fino ad oggi. Eppure mi sono immaginato questo momento in un qualche modo. Forse ci avrebbe sorpresi in un pomeriggio rovente o forse in una giornata di pioggia. Comunque fosse accaduto, ci avrebbe sorpresi. Le cose puoi aspettarle, programmarle, pianificarle in ogni minimo dettaglio ma arrivano sempre più silenziose di quanto si possa riuscire ad udire, per quanto si possa trattenere il fiato. Nessuno è mai pronto. Si crede di organizzare ogni cosa con la dovuta precisione ma sfugge sempre l'interezza dell'avvenimento. Che è così in grado di sorprenderci. Possiamo concentrarci sulle minuzie ma non possiamo cogliere il complesso degli avvenimenti. E come sembra strano oggi ritrovarsi a recitare una parte di cui non ricordiamo le battute, così altre mille volte la vita sarà in grado di stupirci. Arriverà sempre prima di noi. E così ci sarà sempre un sabato mattina con la sveglia puntata dove ci porteranno in qualche posto che ci riguarda e del quale conosciamo risvolti e programmi, sebbene non e comprendiamo la grandezza. La grandezza di questo giorno è la meraviglia della vita. E' la stupefacente abilità degli avvenimenti di precederci continuamente e di non lasciarsi ingabbiare dalla percezione ma soltanto dalla memoria. Sappiamo governare i fatti solo nei ricordi, per questa ragione nessuno è mai pronto prima. Si  è pronti soltanto dopo, a giochi fatti.

Comunque fosse accaduto, ci avrebbe sorpresi. Nessuno è mai pronto prima.

Cesenatico, 9 Luglio 2005

sabato, dicembre 10, 2011

Mediterraneo


Il brano nel video è una cover di una canzone di Mercedes Sosa, "Todo Cambia". Il pezzo, scritto dal musicista cileno Julio Numhauser, parla di esilio. La dedico a tutti gli italiani che in questo momento si trovano nel mondo, da qualsiasi parte, lontano dal suolo natio. E la dedico a tutti quelli che in futuro si troveranno nella nostra stessa situazione, per forza o per coraggio. La stessa dedica accompagna la mia lirica "Mediterraneo".

L'azzurro dei muri
si confonde col cielo
nei giorni di pioggia
si aspetta il sereno

La fretta non si conosce
Un altro giro di carte?
Odore fresco di pesce
c'è un battello che arriva
ed un altro che parte

Quella luce profonda
da mancare il respiro
filtra dalla finestra,
mia madre alla veranda
col suo fare sincero
aspetta il giorno di festa

Ero sveglio stanotte
con la pioggia che batte
C'era un gatto randagio
che passa, ti annusa,
ti striscia e poi ti dimentica
L'alba a breve che arriva
sorride e promette
una buona domenica

I balconi di ferro
e le ringhiere bagnate,
nei giardini di dietro
urla dei ragazzini
tra il profumo dei pini
e le magnolie assolate

Come lama nei fianchi
colori da soffocare
Come un vecchio affannato
che piano si muove
uscendo da un sotterraneo
Questo è quello che provo
quando torno da te
Mare Mediterraneo

lunedì, novembre 28, 2011

Quadretti Famigliari


Già la vedo in pigiama, bella e morbida, coi capelli biondi sulle spalle, seduta sul divano con le gambe incrociate, tra i cuscini, con una tazza di tè stretta tra le mani, il televisore in sottofondo. E mi viene da vomitare.

Giuseppe Cappa

mercoledì, novembre 23, 2011

Il tramonto a Parigi


Ho rovesciato i miei alibi
li ho davvero visti dissolversi
ed ho contato i balconi dell'anima
ad uno ad uno, fino a quell'ultima
finestra sospesa

Violini nel cielo
fino che il sole va a spegnersi
lungo le forme increspate
che disegna sul fiume

Ho la musica dentro
pochi attimi ancora
e gia' saro' via
un momento sincero
un attimo di nostalgia

Sono tempi distanti
concitati davvero
ma nel tempo che resta
le note che ballano
mi carezzano il cuore
mi domandano tempo
ma tempo non ho

Ho soltanto un momento
per guardare le luci,
le finestre si accendono
ma la mano che sfiora le mura
io vedere non so

Miliardi di individui
camminano sul mondo
non uno uguale all'altro
non uno uguale a te

Questa notte sono un'anima che vola sopra al mondo.