giovedì, gennaio 18, 2007

Agli Amici Lasciati



Fremo

Di esitante dolore

dolcemente mi avvolgo

Odo

Di perdute memorie

cantici affranto

Colgo

Di invissuta emozione

vivido sogno

E piango

La pavida speme

di gesta non nate

Fabrizio Bisi

6 commenti:

Caino ha detto...

Il tempo spesso e' poco, anzi ultimamente mi sembra sempre troppo poco... e siccome obiquita' e immortalita' non sono virtu' umane mi ritrovo, pena l'aver rimorsi, a dover fare delle scelte su come vivere la mia vita..

Il punto di vista con cui si affronta questo conflitto influisce tantissimo. Potresti per esempio usare le precedenti e stabili amicizie come termine di paragone verso le nuove e, dato che non siamo cloni l'uno dell'altro, saresti solo ostaggio di nostalgici ricordi, oppure potresti guardare che cosa hai attorno a te oggi e vedere cosa c'e' di buono in quello!
C'e' una canzone di Jovanotti (non ricordo quale) che tratta la cosa e dice che spesso quando si lascia casa e affetti e ci si sposta (ovviamente volontariamente) in un nuovo posto lo si fa per avvicinarsi alla nostra piu' vera e personale casa.. magari bisogna essere fortunati, ma anche tenere mente e cuore aperti per potersene rendere conto.

Dottor Divago ha detto...

Sempre cuore e mente aperti!

Elisabeth Bennet ha detto...

Non per essere cinica ma si lascia veramente un amico solo quando questo muore (certo non é presente fisicamente ma il rirordo é un altra cosa)
Spero che non sia questo il caso.
Consiglio spassionato: un pò di ottimismo suvvia.

Dottor Divago ha detto...

Beh... forse non lo si lascia nemmeno quando muore.

Però il mio grande sogno sarebbe per una sera avere in una grande stanza - grandissima - tutte insieme quelle persone che ho amato in mille luoghi e tempi diversi - e che nemmeno si conoscono. Una serata con tutti coinvolti, tutti là, persone che spesso non so nemmeno più dove siano finite.

Pesone che in comune forse hanno solo il fatto di avermi incontrato da qualche parte, condiviso con me qualche emozione, qualche bevuta, qualche accesa discussione o anche una notte d'amore.

E' il mio sogno irrealizzabile, un po' come nella scena finale di "Titanic".

Sarebbe la più bella festa di compleanno e vorrei caldamente invitarvi (anche se alcuni di voi li conosco solo in virtuale, ma che differenza fa?).

Elisabeth Bennet ha detto...

Ma sei un romanticone....Sono invitata anch'io?

Dottor Divago ha detto...

Certo che si!