Scriverò questa mia letteraper riporla nella tasca,
sopra al cuore,
lascerò che sia qualcuno
a portarla fino a te
Di sperare dovrei smettere
dovrei dire forse basta
al mio dolore,
non so i nomi di nessuno
e tanta carta non ce n'è
Mentre è il sole che aspettiamo
ogni uomo già coltiva dei rimpianti
chi ne ha pochi e chi ne ha tanti
ma una lacrima già solca i nostri volti
al mio dolore,
non so i nomi di nessuno
e tanta carta non ce n'è
Mentre è il sole che aspettiamo
ogni uomo già coltiva dei rimpianti
chi ne ha pochi e chi ne ha tanti
ma una lacrima già solca i nostri volti
Avevamo tante notti
e qualcuna l'abbiam persa litigando.
Tanti uomini e un comando,
ci hanno detto che dobbiam salvare il mondo
Ma fino a quando?
Se avessi ancora un giorno
io lo passerei di certo a fianco a te
sarebbe breve - si lo so -
ma sarebbe tutto quel che ho
Prenderà questa mia lettera
che conservo nella tasca,
sopra al cuore,
il ragazzo che tra il fumo
mi vedrà cadere a sé
Ogni uomo ha le sue lettere
o sul cuore o nella testa
Tra due ore,
ad accoglierci, qualcuno
che ha paura come me
Mentre è il sole che aspettiamo
ogni uomo già raccoglie dei momenti
chi le gioie e chi i tormenti
ma una gocciola già scava gli indumenti
Avevamo tanti giorni
e qualcuno l'abbiam perso rincorrendo.
Tanti uomini e un momento,
mi hanno detto che un istante è già tremendo
Ed io lo sento.
Se avessi ancora un'ora
io la passerei di certo a fianco a te
sarebbe lunga - perché no? -
ma saresti tutto quel che ho
Se avessi ancora un'alba
io la passerei di certo a fianco a te
sarebbe bello - si lo so -
ma quest'alba io purtroppo non ce l'ho








13 commenti:
bellissima soprattutto con quella foto inserita
Grazie, è una foto originale del D-day.
bellissima, però non ho capito se è stata messa con lo scopo di ricordare un avvenimento o con quale altre scopo? Non posso fare a meno di contestualizzarla con gli altri post e sembra quasi un voler rimembrare con malinconia momenti in cui si moriva per qualcosa...
E' in relazione con il mio precedente post su Primo Levi e segue l'ondata emozionale provocatami dalla visione del film "Espiazione". Ideali, obiettivi, sofferenza, privazioni, amanti strappati l'uno dall'altro, voglia di tornare. La ricostruzione di un continente dove la gente si stringeva l'un l'altro, collaborava. Si muoveva per qualcosa, lottava. Oggi siamo in un periodo di vera decadenza, non posso smettere di constatarlo notando i sogni degli adolescenti.
"Tornerò, ti troverò, ti amerò, ti sposerò e vivrò senza vergogna."
Divago,
mi rimane sempre una domanda aperta dopo ogni tua affermazione circa lo stato delle cose.. come qui ad esempio:
"Oggi siamo in un periodo di vera decadenza, non posso smettere di constatarlo notando i sogni degli adolescenti."
Ti includi in quei "siamo"? e se si cos'e' che ti ingabbia in quello stato? perche' e' evidente in molte tue affermazioni che non ti piace come stanno le cose.. io non penso che lo spirito di una persona possa essere controllato e con cio' nemmeno un terreno fertile dove coltivare le motivazioni a cambiare e farsi da fare, come mai ho la sensazione che tu vorresti credere in qualcosa ma non ci riesci?
Magari mi sbaglio nell'interpretare le tue parole.. ma anche qui rimpiangi uno che sapeva battersi e lottare..
Si, io mi includo tra tutti gli altri. Non mi piacciono molte cose e provo continuamente a lottare, remare contro, ma più remo e più mi buttano giù. Non ce la faccio, non trovo solidarietà e coesione, almeno non l'ho trovata nei posti frequentati finora. Mi sento solo con un sogno in mano, senza guide e, spesso con tante forze che però si trovano scagliate contro un muro di gomma. Provo varie strategie ed angolazioni, ma non ci riesco. Il meglio che riesco a fare e ritagliarmi una mia nicchia di persone, di "poeti estinti", di "eroi romantici" con la quale coltivo i miei sogni, ma fuori da questa nicchia mi vedo impotente, non riesco a coinvolgere quasi nessuno nel cambiamento. Mi sento inerme dopo un milione di tentativi.
Ne parlavamo due anni fa, camminando per Bologna (c'era anche Claudio e si andava forse all'aula di Santa Lucia), ricordo dove eravamo, vicino a via Castiglione, tu mi dicesti:
"Pensavo di poter costruire una mia nicchia ma vedo che è tutto inutile". Ti riferivi all'università di Bologna.
Quindi puoi senz'altro comprendere il mio ragionamento anche se spiegarlo per iscritto è molto difficile.
Permettimi di cogliere una contraddizione in questo intervento Dottor Divago: tu vuoi fare il poeta rivoluzionario! O fai il poeta, o fai il rivoluzionario! Penso che i due profili non vadano molto d'accordo anche se ammettono che possono convivere ma con grande difficoltà... anzi guarda adesso scrivo un bel post (volevo fare un altro post ma faccio questo!)!
Io dissi riferendomi all'università di Bologna:
"Pensavo di poter costruire una mia nicchia ma vedo che è tutto inutile".
Divago, le ricordo bene quelle parole cosi' come il muro di gomma di cui parli. Io su questo oramai mi sono formato un'idea molto articolata che include le leggi della natura a cui l'uomo per sua natura si adegua per sopravvivere.. per cui, prima di cambiare, l'uomo deve vedere che la cosa puo' funzionare. Inoltre per cambiare l'uomo ha spesso bisogo di soffrire (serve aspettare un incremento del 50% dei morti sullavoro per ripensare le normative di sicurezza?), prima di inquinare di meno la gente deve vedere che se non lo fa sta male.. la relazione causa effetto inquinamento-salute e' ancora molto debole e dilatata nel tempo e questo e' un altro muro di gomma.. insomma ce ne sono tanti di ostacoli.
Tutto questo non toglie che se uno crede, preferisco dire se uno ha fede in certi principi, allora puo' sbattersi per provare a applicarli. In riferimento alle mie parole di 2 anni fa posso dire di aver imparato che ogni idea puo' avere il suo spazio di applicazione e non sempre coincide direttamente sul dove invece lo vorremmo applicare.
La questione sul cosa, come e dove ora io la riduco a cosa e come, ho spostato completamente il perno dei miei ideali sul fine sbattendomene del dove, in questo caso posso dire che le inziative prendono corpo, non stravolgono il mondo, ma possono essere testate sul campo.. e magari vedi che funzionano davvero, a volte vedi che vanno corrette nonostante la fede che ci si riponeva.. e chissa' che una volta che si dimostra che funzionano non possano essere diffuse in altri "dove".
Qui mi fermo alrtreimenti sarei troppo cattivo verso l'universita' e la politica di ricerca che abbiamo in italia e creerei solamente un uleriore muro di gomma sentendomi dire che sono un disfattista, quindi davvero mi fermo. Spero solo che saremo capaci di cogliere i segnali prima di sentire il "dolore" perche' nella ricerca questo significa solo una cosa: e' troppo tardi ..
Covengo anche con klag: e sporcati le mani se vuoi cambiare.. ma che poeta romantico quella e' roba da pippe filosofiche, ho estremizzato il discorso ma solo per ribadire.. prima di TUTTO, definisci il tuo fine.. vuoi osservare il mondo, o provare a migliorarlo? un abbraccio e vive le nicchie! :-)
mi hai fatto venrie in mente che quel giorno sulla strada per santa lucia abbiamo anche conosciuto una dottoranda straniera (olandese mi pare), mhh.. era carina! ;-)
ehh maledetta gioventu'.. :-)
O fai il poeta, o fai il rivoluzionario! Penso che i due profili non vadano molto d'accordo anche se ammettono che possono convivere ma con grande difficoltà...
E l'informatico che c'azzecca invece? :-)
ma che poeta romantico quella e' roba da pippe filosofiche
Ma io ho parlato di "poeti estinti" ed "eroi romantici", da dove è venuta fuori la fusione "poeta romantico"? :-)
rimangono pippe! :-)
I filosofi sono stati però sempre i precursori del pensiero e dell'azione. Se si pensa che la filosofia abbia un ruolo marginale nella vita "pratica" si pensi soltanto a cosa la gente è in grado di fare ed ha fatto per la religione, ad esempio, che è pura filosofia. Oltre ad essere smantellabile con il puro pensiero poi, oggi è ulteriormente demolibile con la scienza.
Ma basta pensarci un po' su per capire che è una cosa assurda. Eppure questi teologi/filosofi hanno in mano una bella fetta di mondo.
Chi detiente il pensiero controlla quello degli altri. Non mi sembrano pippe ma problemi molto seri.
Oltretutto i poeti regalano emozioni, senza le quali sarebbe forse meglio essere morti. Non credo che i finanzieri portino al mondo più beneficio dei poeti, anzi penso portino più danni.
Posta un commento