Navigare verso l'infinitoe ritrovarsi dentro ad un punto
Scalare le più alte vette
per ritrovare il giardino di casa
Sentire dentro ad ogni curva
di questa strada
il mal di mare di quella notte
e ad ogni discesa
tra queste colline
la vertigine di quell'atterraggio
Scorrere immagini, lente, veloci
dentro alla testa
Recuperare un fotogramma,
una strada, un passaggio, un mercato
e non ricordare dove
Osservare una carta,
una mappa senza tempo
dove i colori dei paesi
sono solo astrazioni
nella testa della gente
Sentire la paura,
guardare se stessi
e chiedersi:
in quale mano
tengo il mio dolore?
E se smettessi di crederci
esisterebbe ancora?
Vedere persone, confuse,
arrabbiate, impaurite
Vedere noi stessi
Capire per un attimo
il mondo che potrebbe essere
se l'incantesimo svanisse
Temere l'ignoranza,
quella vera,
quella che ci separa
dalla consapevolezza
riguardo a noi stessi,
riguardo alle cose
Accettare la morte
come la luce della suprema
consapevolezza
Apprezzare il silenzio
come il regalo del divino
sentire
Dilatarsi verso l'infinito
per avere le dimensioni di un punto
Osservare dalle più alte vette
per vedere il giardino di casa
Essere un punto, il vento ed il mare
Essere l'infinito, essere le vette,
Essere il giardino di casa








4 commenti:
Sentire la paura,
guardare se stessi
e chiedersi:
in quale mano
tengo il mio dolore?
E se smettessi di crederci
esisterebbe ancora?
Vedere persone, confuse,
arrabbiate, impaurite
Vedere noi stessi
Capire per un attimo
il mondo che potrebbe essere
se l'incantesimo svanisse
Eh così non vale però... Dott. Divago..
Mi stai facendo andare giù di testa con ste cose...
Altro che blog.. qui dobbiamo aprire un vero e proprio punto d'incontro con questi argomenti :D
Grazie per il post !!!
Secondo me si, dovremmo organizzare degli incontri, una sorta di circolo "culturale" o "cultirista"! :-)
Magari incontri mensili o giù di là...
Cosa ne dite?
Con me sfondi una porta aperta :D
Eh eh...
questo matrimonio s'ha da fare!!! :-)
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