
Mi fermo, penso, chiudo gli occhi
mi vedo con la bicicletta,
con il bisbiglio degli amici a
passeggiar nelle vie del paese
E' un caldo sabato pomeriggio,
corriamo davanti allo schermo
mai stanchi e paghi ridiamo
per la ragazza che attraversa la strada
Sento la festa davanti al bar
m'avvicino, ascolto, non capisco:
le forti risate,le labbra rosse delle donne,
il fumo delle sigarette, il frantumarsi dei vetri
mi intimoriscono
Mi allontano quasi indispettito del non capire ma
la bicicletta, il verde del parco,
le voci delle mamme mi riportano nel mio guscio natìo
e il mio comprendere torna in me








4 commenti:
Mi hanno sempre emozionato le rivisitazioni dell'infanzia in una chiave quasi agreste, o di paese.
Anche io ho ricordi fantastici di certi momenti che ricordi dorati - ma che magari non lo erano, e' solo il sublimare della memoria - in angoli di citta', muri assolati, edere, formiche, un contatto con la natura che e' perso per noi e per le nuove generazioni che crescono in appartamenti fatti a scatola con le playstation come "giardino".
Devo ammettere onestamente che questa lirica non puo' non essere influenzata dai capolavori di Montale, primo fra tutti "Meriggiare pallido e assorto". Le immagini sono di quei colori ed i profumi, i messaggi del tatto fondamentalmente gli stessi.
Grazie Nessuno per portarci cosi' indietro dove tutte queste piccole cose, come la bici olandesina della nonna, sembravano cosi' grandi ed ora sono solo ricordi arrugginiti in qualche cantina di periferia.
Ma i ricordi non arruginiscono mai per chi non si dimentica di amare.
Dottor Nessuno, bello e magico questo salto nell'infanzia, dal tocco(concordo con Divago)decisamente montaliano!
Mi colpisce particolarmente l'immagine del bimbo spaventato da una realtà aggressiva e incomprensibile ai suoi occhi di fanciullo, che però si dissolve nel momento in cui il bimbo torna nel suo piccolo angolo di serenità accanto al protettivo grembo materno.
Il titolo della lirica mi fa pensare..."infranti" ha un connotato molto negativo, perchè probabilmente vedi una distanza incolmabile tra la persona che sei e quel mondo che ti torna alla mente...Ma non credi che questa distanza si possa offuscare per un istante...e precisamente nell'istante in cui chiudi gli occhi e percepisci ancora con nitidezza le emozioni di un tempo??
Se ci pensi bene,la traccia di ciò che sei stato ti appartiene ancora e ti apparterrà sempre e non solo attraverso il ricordo...probabilmente non saresti la persona che sei se un tempo non avessi assaporato il gusto di correre nel verde con la tua bici...
Anonimo, bellissima lettura. Arricchisce non di poco il contributo di Nessuno, Grazie.
Ma non credi che questa distanza si possa offuscare per un istante...e precisamente nell'istante in cui chiudi gli occhi e percepisci ancora con nitidezza le emozioni di un tempo??
Ciao Anonimo
assolutamente... Quando mi immergo in questi pensieri riscopro queste emozioni seppure dopo tanti anni!!
Sono pienamente d'accordo con te...non sarei la persona che sono se non avessi fatto certe esperienze tempo fa!!!
Dottor Nessuno, bello e magico questo salto bell'infanzia, dal tocco(concordo con Divago)decisamente montaliano!
Grazie !
eh eh eh
Per Montale ho un grande debole!!!
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