venerdì, maggio 16, 2008

Il limite di una stanza



In questa strana giornata
scopro la vigilia di Natale
il cielo grigio, il freddo
annunciano il nostro doloroso saluto.

Lui, in cerca di fortuna abbandona il paese
io, curioso, ascolto il suo pensiero
e mi abbandono alle emozioni

Il nostro viaggiare sono le parole
il nostro limite è lontano :
forse laggiù nell'orizzonte di quel mare aperto

Ora seduto in questa stanza
quel punto è terribilmente vicino
la nostra strada è sbarrata dalla distanza

Prendo la via del pensiero,
si innalza la forza di quell'abbraccio,
mi colpisce e mi ricolpisce
e stasera il mio viaggiare ci unisce

3 commenti:

Dottor Divago ha detto...

I riferimenti di questa lirica non mi sono stranieri e non mi lasciano indifferente.

La magia della memoria torna e ritorna a farci visita, il messaggio si propaga. Le galssie si dilatano ma il comune sentire ci unisce.

Quel punto rimane terribilmente vicino anche per me, mi colpisce mi ricolpisce. Si innalza la forza di quell'abbraccio.

Stasera in nostro viaggiare ci unisce.

Dottor Divago ha detto...

Il limite di una stanza e' stato abbattuto, disarcionato, reso nullo dalla grande energia del comune sentire.

claudioguidi ha detto...

Complimeti, davvero bella!