martedì, maggio 20, 2008

Le tende sulla strada


Sempre l'infinito comanda
ed io resistere non posso
dentro ad ogni ulteriore domanda
nascondo sempre il suo riflesso

Mentre il silenzio nasconde
le mie paure che ora sorprendo
con un coraggio inaspettato
con tutto il tempo in un solo momento

Ho preso un treno verso al mare
che nemmeno sapevo esistesse
dentro ad ogni minimo particolare
c'è tutto un mondo di promesse

Ed ora che resto qui a guardare
ritrovo rime e voli antichi
dietro alle stelle una voce corale
che ripropone vecchi miti

Dentro al dopobarba
che lascia striscie lungo al collo
sono ricordi della strada
sono ferite che non mollo

Restiamo soli questa notte
apri le tende sulla piazza
ci sono voci di persone
di ogni tempo ed ogni razza

Non posso più fermarmi ora
che sono dentro a questa cosa
mi devo solo liberare
da questa vita premurosa

Cammino sempre ed al mio fianco
signora morte mi accompagna
e se dovessi poi esser stanco
ho chi la bocca stanotte mi bagna

Bagnami la bocca
adesso guarda e non si tocca
Bagnami le labbra
rovina dentro a questa pioggia

E sono così veloce
che domani sarò già via
non cercare la mia voce
lasciami essere soltanto mania

Restiamo soli questa volta
apri le tende sulla notte
ci sono lampi di tempesta
e certi segni di antiche botte

Restiamo assieme questa notte
apri le tende sulla strada
ci sono voci di persone
che non sa più dove si vada

Sciogli i capelli ed i pensieri
non temere, qualsiasi cosa accada

Apri le tende sulla strada

4 commenti:

Dottor Nessuno ha detto...

Questa lirica mi collega direttamente al racconto "Sette messaggeri" di Dino Buzzati.

Questa voglia di vedere, di scoprire il mondo quasi irrefrenabile che anche la morte passa in secondo in piano in quanto la chiami "signora morte mi accompagna"..

La morte la vedi così ogni giorno, ogni momento o solo in certe circostanze ?

Dottor Divago ha detto...

Ho imparato a vivere facendomi dolcemente accompagnare da questo pensiero. Come Claudio diceva qualche post fa, mi lascio immaginare travolto dalla morte e via via tornare alla polvere.

Questo processo mentale ridimensiona molte priorita' e mi trasferisce un senso irrefrenabile di liberta'.

Sembra strano, ma pochi pensieri mi danno un senso di liberta' maggiore di questo.

Alla fine, chi potra' mai costringermi a fare cio' che non voglio o essere cio' che non sono se, dopotutto, la morte e' l'eterna liberatrice?

Buzzati in tutto questo fa ovviamente capolino, e come non potrebbe da grande maestro?

Dottor Nessuno ha detto...

Buzzati in tutto questo fa ovviamente capolino, e come non potrebbe da grande maestro ?

Assolutamente !

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)