lunedì, aprile 05, 2010

Voglio un mondo minorenne (Ivan Graziani 1994)



A quel dio minorenne, per quella dea minorenne
voglio che il tempo fermi la sua corsa e i loro volti non invecchino mai
voglio che l’anima rimanga sulla tela come quella di Dorian Gray.
Voglio un mondo minorenne.

Entra, sei il benvenuto nella mia stanza dei giochi
è una piccola, piccola stanza ma mi protegge dai mostri.
Ma come sempre arrivano i nostri a massacrare gli indiani
ma io ho sempre il mio arco e le frecce, se no ci sono le mani.

Ehi, ehi tu non farmi uscire, no, non ci provare io non ci riuscirei,
fuori c’è il mondo con le sue paure, le lascio volentieri a te.
Voglio un mondo minorenne.

La vita è come la scala di un pollaio una scaletta a pioli
è corta, sporca e quando cadi giù si cade sempre da soli.
Ma a te che sei fuori non ti voglio spaventare ti metteresti a sparare
io nella mia stanza mi posso esercitare io mi posso sfogare…

Ehi, ehi prova un po’ a picchiare su una batteria dal ritmo fatti trascinare via
scaccia la violenza via dai tuoi pensieri e tornerai pulito come ieri.
Dentro un mondo minorenne.

A chi c’è, a chi mi vuol sentire una proposta farò:
voglio un mondo un mondo minorenne.

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