sabato, settembre 17, 2011

Voi che ancora restate


(foto di Paolo Missier)

Vecchi dischi 
e tracce di polvere
la tua voce che gira
quando eravamo noi
a rincorrere il tempo
prima che esso iniziasse
a rincorrere noi

Prima che insidie
rovesciassero quelli che 
credevamo fossero 
i nostri destini

Ma vedo correre due bambini
li vedo correre su una distesa
di sabbia infinita
li vedo rincorrersi 
con una voglia infinita

Ormai sommersi di polvere
che ci prende la mente 
e la fantasia
ed al centro della fronte
la luce che c'era se ne va via

Vecchi suoni 
e tracce di povere
note che la voce tua attira
allora eravamo noi 
a rincorrere il tempo
prima che esso iniziasse
a rincorrere noi

Prima che invidie
invertissero quelli che 
volevamo fossero 
i nostri cammini

Ma vedo scorrere due destini
li vedo scorrere con nostra sorpresa
in una vita incompresa
in un nastro da svolgere
tendendo fino alla più alta salita

Siamo sommersi di polvere 
ma non di rimpianti 
e malinconia
al nostro centro della fronte
una luce talvolta lascia una scia

E vedo correre due destini
li vedo scorrere come fosse un'ascesa
di una vita sospesa
con un astro ancora da scorgere
con un vespro ancora da svolgere
un rosario non ancora sgranato
mentre il sole bacia la sera

Mentre il vocio di giovani donne
recita i vespri di maggio
per quei pochi terrestri
che ancora hanno quel po' di coraggio
e guardano il cielo 
come lo guardano i bimbi
e fanno stupide domande
ricevono stupide risposte

Ed ora resto aggrappato
all'ultimo sole, alla fine dell'estate
alla fine della vita e di questo ciclo

E ora resto abbracciato
a questa lama di sole 
che segna la fine dell'estate
non la fine della vita 
ma l'inizio di voi 
che ancora restate

Non la fine della vita 
ma un nuovo inizio per voi 
che ancora restate

2 commenti:

Marco Venturini-Autieri ha detto...

Ti senti vecchio?
O è solo che l'estate è finita di colpo quando sei ritornato in patria inglese?

Dottor Divago ha detto...

Un po' entrambe le cose :-)