Un tempo, da giovanissimo, giocavo ad essere nostalgico, a rievocare il passato prossimo come fosse remoto. Ora sono nostalgico per necessità, e mi manca la brezza del Tirreno in estate; le strade vuote del centro di Roma a Ferragosto; il cocomero ghiacciato la notte, ad un chiosco di periferia; le serate di giugno, quando si aveva tutta l'estate davanti, e si saliva sul motorino in maglietta senza sapere come ammazzare il tempo, che era più abbondante delle idee che si avevano per passarlo. Ora, anziché divorare il tempo a grandi bocconi, mi tocca assaporarlo in briciole. La guerra contro la morte è persa in partenza, ma sono le battaglie che contano.
Giuseppe Cappa

0 commenti:
Posta un commento