Avevo bevuto troppa coca-cola ed ero diventato paranoico. Castaneda mi avvertì che lo zucchero è un killer pari al senso comune. "Non siamo creature psicologiche. Le nostre nevrosi sono il prodotto di quello che ci mettiamo in bocca." Ero sicuro che avesse visto il mio "corpo energetico" irradiare coca-cola. Mi sentivo assurdo, sconfitto, decisi che quella sera avrei fatto baldoria a base di profiterole. Ecco come è fatta l'arguta vergogna al cioccolato amaro dell'insignificante scimmia.
"Ho avuto una storia d'amore con la coca-cola. Mio nonno possedeva una pseudosensualità. "Devo farmi quella fighetta! Ne ho bisogno! Ne ho bisogno adesso!" Mio nonno pensava di essere il cazzo più straordinario della città. Il più stravagante. Io mi comportavo allo stesso modo, qualsiasi cosa finiva dritta alle mie palle, ma non era reale. Don Juan me lo aveva detto: "E' lo zucchero che preme il grilletto. Sei troppo inconsistente per avere quel tipo di energia sessuale. Troppo ciccio per avere quel cazzo infuocato".""
Tutti fumano all'Universal City Walk. E' strano stare seduto con Carlos Castaneda in questa approssimazione architettonica della Los Angeles da ceto medio, questa "agglutinazione di dettagli", questa "valanga di parafrasi" che formano questa città virtuale. Non ci sono negri e niente che assomigli a una consapevolezza accresciuta. Stiamo abitando una versione perversamente blanda di una scena familiare di un suo libro, quello dove di colpo si viene a trovare in un simulacro del mondo di tutti i giorni.
"Hai detto che sei il dr. X avesse ricapitolato la sua vita, avrebbe potuto recuperare un po' di energia. Cosa volevi dire?"
"La ricapitolazione è la cosa piu' importante che facciamo. Per incominciare si fa una lista di tutte le persone che hai conosciuto nella tua vita. Qualsiasi persona con cui tu abbia parlato o avuto a che fare."
"Ognuno?"
"Esattamente, scorri la lista, ricreando cronologicamente le scene dell' incontro."
"Ma ci vorrebbero degli anni."
"Certo, una ricapitolazione completa ha bisogno di tanto tempo."Dopodiché ricomincia. Non ricapitoliamo mai le cose per bene. Non devono restare residui in questa operazione. Non esistono pause. La pausa è un concetto da classe media, l'idea che se hai lavorato duramente hai guadagnato una vacanza. Del tempo per andare in giro con la tua quattro ruote motrici o a pescare in Montana. Che cagata."
"Allora tu devi ricreare le scene..."
Comincia con i tuoi incontri di sesso. Rivedi le lenzuola, i mobili, il dialogo. Quindi passa alla persona, al feeling. Quall'era il tuo feeling? Osserva! Respira I'energia che hai speso nello scambio, dai indietro Ciò che non è tuo."
"Mi sa tanto di psicoanalisi."
"Non analizzare, osserva. La filigrana, il dettaglio, ti stai agganciando all'intento dello stregone. E' una strategia, un atto di magia vecchio di centinaia di anni, la chiave per ristabilire l'energia che ti servirà per passare ad altre cose. Muovi la testa e respira. Scorri la lista sinché non incontri mamma e papà. A quel punto sarai sotto shock, avrai visto dei moduli di comportamento ripetersi di continuo, ti faranno nausea. Chi sta sponsorizzandole tue insanità? Chi ha fatto l'ordine del giorno? La ricapitolazione ti darà un momento di silenzio, questo ti permetterà di buttare via le premesse e di fare spazio per qualcosa d'altro. Verrai fuori dalla ricapitolazione con delle storie senza fine a proposito del Sé, ma non stai piu' sanguinando."
(da "Si vive solo due volte: interviste a Carlos Castaneda")

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