Quel giorno mi trovavo al porto di Calais.
Guardavo dall'alto le macchine e i loro guidatori in attesa, i camionisti annoiati. Dopo alcuni movimenti un po' bruschi il traghetto iniziava il suo percorso verso Dover. Mi incuriosiva vedere la schiuma che si lasciava alle spalle in mezzo allo scintillio del sole del primo pomeriggio. Un sole caldo, silenzioso, forse sospettoso, ma sempre contento di offrire il suo conforto autunnale. Lentamente si osservava sparire la costa per vedere comparire quella opposta. Vedevo dai vetri i passeggeri impazienti, i bambini felici, fissare la destinazione come fosse terra di conquista, con straordinaria sorpresa. Avvicinandoci al porto di arrivo, ecco la stessa scena dell'andata ripetersi. Altri guidatori in attesa e camionisti annoiati.
Sarebbe stato bello rimanere ancora un po' nel tepore del sole, ma dovevo continuare il mio viaggio. Ho stirato le ali e mi sono buttato dal parapetto bianco su quale ero rimasto appollaiato durante tutta la navigazione, planando verso i miei compagni, per continuare il volo.
Perdonatemi se non avevo il biglietto.
(Testo e foto di Luca Biselli)

2 commenti:
Credo che menzionare la parola "pullman" avrebbe reso il testo assai piu` arido e meno poetico :-D
Eh eh, lascio la parola all'autore :-)
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